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SAI SE CI SONO LIMITI AI PRELEVAMENTI SUL PROPRIO CONTO CORRENTE?
 
3MILA? 5MILA? MILLE?
 
 
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La disciplina sull’utilizzo dei contanti ha subito negli ultimi anni profonde modifiche.

Esistono da diverso tempo limiti riguardanti i pagamenti in contanti; nel nostro Paese non si può trasferire denaro liquido a un’altra persona se l’importo è pari o superiore a 3mila euro, a prescindere dalle motivazioni (se per donazione, vendita, pagamento di un prezzo, un debito o anche per le tasse).
·            fino a 2.999,99 euro è possibile spostare soldi in contanti da un soggetto a un altro senza forme né vincoli perché tale importo rientra nei limiti previsti;

·            per importi da 3mila euro in su è necessario procedere con bonifico bancario o postale, assegno non trasferibile, carta di credito o bancomat.

Se si va' oltre questi limiti si incorre in una sanzione amministrativa che va da 3mila a 50mila euro.

Nuove soglie di prelievo
Con il Decreto Fiscale 193/2016 sono stati introdotti ulteriori ostacoli alla movimentazione del denaro contante: prelevare dal proprio conto corrente bancario o postale ha dei nuovi limiti che andiamo ad esaminare. Nessun limite invece per i versamenti di contanti, tuttavia bisogna sempre prestare attenzione ai versamenti di somme ingenti e fuori dai movimenti normali del nostro conto corrente.  Versamenti sproporzionati rispetto al proprio reddito potrebbero richiamare l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate e avviare controlli fiscali.


 

 
Se i limiti non vengono rispettatti possono scattare segnalazioni e
controlli dell’Agenzia delle Entrate
 
 
 Nuove regole per gli imprenditori

Sei un imprenditore, artigiano o commerciante o comunque sei titolare di attività economica? Tre cose importanti da sapere sui prelievi di denaro contante dal proprio conto corrente bancario o postale:
·        esiste un limite massimo giornaliero di 1000 euro e mensile di 5000 euro oltrepassato il quale scatta la segnalazione all’amministrazione finanziaria.
Queste soglie non verranno applicate ai privati, alle persone fisiche né a tutti i professionisti. Sono esclusi inoltre i lavoratori dipendenti, che sono esentati dai controlli fiscali sui prelievi, ma non dai controlli sui versamenti.

Quali sono i rischi
·        Se i limiti non vengono rispettati possono scattare delle segnalazioni e controlli dell’Agenzia delle Entrate la quale potrà chiedere giustificazioni sui prelevamenti oltre il limite. La segnalazione potrebbe trasformarsi (se non si saprà giustificarne la legalità) in accertamento per cui il prelievo verrà considerato ricavo e assoggettato a tassazione;
·        Non giustificare il superamento delle soglie comporta la presunzione di attività in nero e la possibilità di vedere trasformati i prelevamenti in ricavi, con conseguente applicazione della tassazione e delle sanzioni previste dalla normativa sull’evasione fiscale.

Cosa fare per difendersi
Quando si ha la necessità di prelevare dal proprio conto corrente una somma superiore al limite fissato dalla legge, è opportuno tenere memoria dei prelievi effettuati giustificando le somme spese con ricevute, scontrini, fatture e quietanze o con tutto ciò che possa documentare la spesa.

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